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Il Palazzo dei Normanni è il testimone di tutte le
dominazioni avute nella città e l'edificio che vediamo oggi è composto
da una miscela di modifiche apportate col susseguirsi dei popoli
conquistatori.
Il palazzo sorge su una struttura di origine punica, le
prime notizie storiche risalgono al tempo degli arabi che modificarono
tale struttura creando il palazzo dell'emiro. Ma in seguito, per motivi
di sicurezza, l'emiro si trasferì alla Kalsa. Il palazzo torna a essere
il centro del potere coi normanni che lo trasformano in una vera e
propria reggia.
Ruggero II vi fa costruire la cappella palatina,
eccezionale struttura che ci invidia tutto il mondo per via dei suoi
mosaici bizantini che la rivestono, realizzati in smalto e oro, raffiguranti
storie di santi, e il Cristo Pantocratore nell'abside centrale. Delle
quattro torri esistenti in quel periodo (Pisana, Ioaria, Chirimbi e
Greca) oggi rimane solo quella Pisana dove in cima si puo' vedere la
cupola dell'osservatorio astronomico.
Nel periodo Svevo continuò a essere sede
reale e Federico II ne fece il centro culturale della scuola poetica
siciliana, promotrice della lingua italiana. Con la conclusione della
dinastia Sveva, il palazzo venne abbandonato fino alla dominazione
spagnola.
Con gli spagnoli, il palazzo diventa la sede
del Vicerè e cambia completamente aspetto; sul lato occidentale viene
costruita una struttura con tre elevazioni (una di queste ospitava le
riunioni parlamentari del regno), nel 1571 vennero costruiti i loggiati
del cortile della fontana , nel 1580 si realizza un corridoio per
collegare il palazzo alla Porta Nuova, nel 1601 tocca al cortile Maqueda
e la scalinata che collega i tre loggiati e nel 1787 si creano le
attuali Sala Rossa, Gialla e Verde.
Con i Borboni fu costruito l'osservatorio
astronomico e fu dipinta la sala del parlamento, rinominata Sala
D'Ercole per la raffigurazione delle fatiche dell'eroe. Oggi il palazzo è ancora il centro del potere visto che ospita la sede dell'Assemblea
Regionale Siciliana. |