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Cefalų. Paese di pescatori e meta turistica di fama internazionale, della sua fondazione non si hanno notizie storiche certe ; si pensa che sia di origine Greca, da cui prese il nome Kephaloidion. Poi venne conquistata dai romani, Bizantini, Arabi ma č con i Normanni e il suo re Ruggero II che raggiunse il suo massimo splendore con la costruzione della cattedrale e del castello in cima alla rocca che sovrasta il paese. Nel 1282, dopo la dominazione Sveva e Angioina, grazie alla rivolta dei Vespri Siciliani, Cefalų proclamō la sua autonomia che durō fino a quando Palermo e naturalmente i suoi comuni divennero un vicereame spagnolo. In seguito, ma non piu in epoca medievale, il paese divenne proprietā dei Ventimiglia, poi ebbe un ruolo importante nella rivolta dei Borboni, dove ne fece le spese il patriota Salvatore Spinuzza, che venne fucilato in piazza Garibaldi. Il Castello. Di origine medievale del XII secolo, fu costruito a 270m s.l.m. in cima alla Rocca, un promontorio calcareo che sovrasta Cefalų. Il castello era praticamente inaccessibile, difeso naturalmente dalle pareti ripidissime della Rocca e artificialmente dalle due cinte murarie. La cinta inferiore (foto1) di 2Km di perimetro, dotata di un ingresso fortificato del XVI sec (foto2), venne costruita su una base di mura medievali. Salendo si incontra la seconda cerchia di mura (foto 3) da cui si puo osservare una panorama fantastico su tutto il paese, (foto 4) infine ancora pių alto si arriva finalmente al castello vero e proprio, oggi ridotto a un rudere di cui si distinguono le mura perimetrali (foto5) e i divisori interni (foto6) delle stanze. Oltre le cinte murarie e i resti del castello, sparse su tutta la rocca esistono varie strutture, magazzini, cisterne, corpi di guardia, che testimoniano il susseguirsi delle civiltā che lhanno abitata; tra queste la pių importante č il tempio di Diana, struttura megalitica del IX sec a.C. Cattedrale. Durante un viaggio di Ruggero II che da Napoli lo doveva portare a Palermo, il Re rischiō la morte per colpa di un naufragio vicino alle coste di Cefalų; per ringraziare la cittā dello scampato pericolo, ordinō la costruzione di un Duomo. Edificato nel 1131 (foto 7), č un fantastico esempio di collaborazione di diverse concezioni: architetti normanni, artisti bizantini e maestranze islamiche. La facciata principale č formata da un corpo centrale diviso in due parti: la parte inferiore composta da un portico (foto 8) e dalla Porta dei Re, ingresso alla chiesa; quella superiore da una decorazione ad archi incrociati e da una loggia ad archi a tutto sesto (foto 9). La facciata č delimitate da due bellissime torri, diverse tra loro, arricchite da monofore e bifore. Linterno, a croce latina, diviso in tre navate con copertura lignea, č reso magnifico dalla presenza dei suoi mosaici bizantini su cui spicca il gigantesco Cristo Pantocratore (foto 10) su fondo dorato, che benedice usando il rito greco con solo tre dita della mano destra. Di importante rilievo artistico sono anche gli stucchi barocchi nella navata centrale di Scipione Rivolsi (foto 15), la madonna col bambino di Antonello Gagini e i sepolcri di Eufemia DAragona e della famiglia Ventimiglia. Osterio Magno. Forse residenza di Ruggero II, non si hanno di questo notizie certe, di sicuro residenza dei Ventimiglia, fu costruito tra il XII e XIV sec. Il palazzo č formato da due facciate di epoche differenti: quella pių antica, del 200, che si affaccia su via Amendola, č caratterizzata dalla colorazione bicroma in pietra lavica ed č arricchita da due bifore (foto 11); sullaltra parte, del 300, spicca una trifora racchiusa da un arco in stile Chiaramontano. Oggi il palazzo č usato come spazio espositivo. Lavatoi medievali. Fantastico ambiente scavato nella roccia (foto12) dove veniva sfruttato il passaggio del fiume Cefalico per lavare gli indumenti. Il fiume arriva dalle montagne a Cefalų grazie a un percorso sotterraneo e riempie le vasche tramite 22 bocche di ghisa, per poi terminare il suo percorso in mare. Le altre mete medievali del paese sono Palazzo Marina (foto13) in piazza Duomo, col suo bel portale ogivale e porta Pescara (foto 14), unica superstite delle quattro porte medievali di ingresso alla cittā.
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